Dalla tabaccheria a un eshop Shopify in cloud. Il caso FloppyPipe.it

Quando un negozio fisico va bene, ha una clientela solida e un buon fatturato, non c’è nessun motivo di investire in attività online. Sbagliato! Leggi il racconto della Digital Transformation di Floppy Pipe, che ha da poco adottato una piattaforma ecommerce cloud Shopify.

Tempo di lettura: 4 minuti

Intro

Floppypipe.it è un ecommerce che, oggi, vende pipe e accessori da fumo in tutto il mondo.
Per raggiungere un pubblico tanto appassionato ma anche tanto di nicchia, una tabaccheria di provincia, purché rinomata, poteva bastare?
Secondo i figli del proprietario, Pierpaolo ed Edoardo, la risposta era no!
Per questo si sono rivolti a Norz, circa 10 anni fa.
Ora vi raccontiamo la loro storia, fatta di successi ma anche di qualche caduta.
Ovviamente c’è un bellissimo lieto fine che si chiama Shopify.


Quando ha inizio questa storia

Questa storia ha inizio il giorno che Pierpaolo ed Edoardo Spinozzi, si presentano nel nostro ufficio per parlare di vendita online. I due fratelli giocano a rugby e gli energumeni vanno sempre ascoltati, soprattutto quando si presentano di persona.
Sì, ci hanno anche convinto a diventare partner della loro squadra di Rugby ma questa è un’altra storia.

La tabaccheria Floppy è la più rinomata della città, si trova in centro, in un negozio che è un gioiellino di architettura storica e gode di ottima fama. Perché il vero personaggio di questa storia è lui: il signor Luigi Spinozzi. Quando aveva solo 18 anni, si era messo in testa di fumare la pipa. Oggi diremmo... “Un dandy!”. Ai tempi sembrava solo un tipo strampalato. Ma Luigi se ne infischia e coltiva la sua passione fino a farla diventare la storica tabaccheria che è oggi.


Le reticenze

Il contrasto tra le due generazioni però a un certo punto si fa sentire.
Perché aprire un negozio online quando quello fisico non ha nessun problema? Le vendite non mancano, il brand è solido e le pipe si vendono benissimo di persona. Perché per comprare una pipa ci vuole passione, mica tecnologia!
Sì, ma a chi venderle? Ai soliti appassionati, ai soliti clienti!
Quando il mercato di un bene che non soffre usura (una pipa è per sempre) è circoscritto alla prossimità fisica, rischia la saturazione.


Studio del prodotto e ricerche di mercato

Prima di investire, studiamo la situazione: c’è margine per aprire uno shop online?
In questo caso il prodotto si colloca su una fascia medio-alta. Si rivolge ad un target con capacità di spesa più elevata rispetto a quello di una tabaccheria di provincia. Il pubblico in questione naviga il web per effettuare ricerche anche e soprattutto sulle pipe e accessori per il fumo. È abituato ad acquistare online proprio perché ha desiderio di trovare il meglio. Ha gusto raffinato e fa scelte mirate. È alla ricerca del prodotto perfetto.

L’apertura di un ecommerce permette di abbracciare un più ampio spettro di clientela, proveniente da tutto il paese e da tutto il mondo. Aumenta, e di molto, la possibilità di trovare tanti clienti giusti per un prodotto così particolare. Ma soprattutto uno shop online è la risposta alle esigenze dei clienti, rende la loro esperienza di acquisto più gratificante: le informazioni sono reperibili e sempre raggiungibili, possibilità di acquistare senza spostarsi da casa, contatto diretto per dubbi e incertezze.


Gli e-commerce non sono tutti uguali

Superate le prime reticenze, un commerciante ben oculato le ha sempre, si procede.
Per il primo e-commerce, il software utilizzato è ZenCart che fondamentalmente è un semplicissimo carrello online customizzato: elenco prodotti, pagamento semplice e intuitivo, anagrafica clienti.

I riscontri sono buoni e si investe su una piattaforma più sofisticata, PrestaShop: sito responsive; dashboard per controllare prodotti, acquisti, spedizioni; cura dell’immagine; caricamento banner pubblicitari; dati statistici, plugin per fidelizzare il cliente; invio email personalizzate; applicazioni per buoni sconto.
Ma allora perché cambiarlo per passare a Shopify?

Primi problemi

Per usare PrestaShop c’è bisogno di un hosting, cioè un server (una macchina virtuale) dove installarlo. È un’attività che può fare solo un reparto IT e ovviamente ha dei costi.

Il server deve supportare tutto quello che avviene nello shop: caricamento prodotti, navigazione degli utenti, ecc. Se il server non è performante, può avere delle difficoltà quando il catalogo è troppo ampio (per il numero e la pesantezza delle immagini) o per i troppi accessi che avvengono contemporaneamente per esempio durante i saldi. Le pagine si caricano lentamente, la navigazione dell’utente può interrompersi proprio sul più bello!

PrestaShop, ovviamente, per garantire le migliori condizioni di navigabilità va aggiornato periodicamente: upgrade di sicurezza, bug da sistemare, aggiornamento template, implementazione di plugin, ecc. Ma questo non avviene in automatico, se ne deve occupare il personale tecnico.

La manutenzione periodica non è un problema se hai un team IT a disposizione, ma è un costo. Queste risorse potrebbero invece essere investite in promozione e pubblicità capaci di generare un circuito virtuoso di business: più clienti, più fatturato e quindi altri investimenti per generare altro fatturato.

Shopify

Floppypipe.it viene aggiornato con Shopify. Fa esattamente quello che fa PrestaShop senza per questo investire in IT.
Shopify è infatti un software SaaS in cloud con hosting integrato. Non è necessario avere un server e gli aggiornamenti avvengono in automatico.
Eh già! Ora Floppy investe meno in tecnologia e più in piani strategici di marketing.
Pierpaolo ed Edoardo sono riusciti ad ampliare il raggio d’azione dell’attività di famiglia facendo esattamente come loro padre: credendo nelle loro idee. Hanno rinnovato il business con un ecommerce di ultima generazione.


Ma c’è dell’altro. Restyling del logo

Di pari passo con l’evoluzione del business, c’è stata quella del logo.
Abbiamo scelto di utilizzare l’immagine del fumatore ritratto nella pietra ornamentale affissa all’ingresso della Tabaccheria. È il volto del mitico Luigi, e ci sembrava corretto riportarla nel logo composto da un lettering allungato ed elegante.

Lavorare sull’immagine non è un dettaglio quando si vuole raggiungere un pubblico che ancora non ti conosce e non sa chi sei.

La costruzione del logo Floppy e la sua evoluzione

La costruzione del logo Floppy e la sua evoluzione

La costruzione del logo Floppy e la sua evoluzione

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